17.5.11

presa dall'inutile tentativo di studiare per l'esame di domani, riflettevo sul fatto che per ma la letteratura finisce agli inizi del 900, poi il nulla. i romanzi successivi sono ancora troppo recenti, non hanno avuto il tempo di essere letti riletti e apprezzati come "capolavori del XXI secolo". In più sono perfetamente al corrente del fatto che questa mia opinione personalissima sia del tutto errata, ma ogniuno di noi sceglie cosa leggere e io personalmente scelgo sempre dei romanzi vecchiotti, ma attuali. Sono altresi consapevole del fatto che :"non possiamo sempre star li a leggere mattoni russi" ed è per questo che lo scrittore che mi viene in mente è Borges, Jorge Luis, non l'altro Burgess, quello di Un'arancia ad orologeria, che per me si pronuncia più o meno uguale.
Oggi son in spirito di condivisione ecco tutto, mi andava di condividere col mondo questa importantissima riflessione ed eccomi qui. Penso che soprattutto sia un modo per riversare quest ansia di creazione e di parola da qualche parte. Sto studiando Traduttologia, tutte le varie teorie sul linguggio e Chomsky che in questo periodo mi sembra sbucare da ogni parte insieme a Derrida e Benjamin e il resto della ciurma. Studiare queste meravigliose teorie sul perchè del linguaggio risveglia in me un innato bisogno di utilizzarlo anche per il solo effimero piacere di premere su questi tasti e vedere delle parole formarsi sullo schermo. ed ecco un chiaro esempio del dire niente per puro edonismo.

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