28.1.10

ho un amico, si chiama umberto. scrive benissimo ma non capisco mai cosa voglia dire. ha delle idee geniali. ma non faccio mai in tempo a farmele spiegare. il suo stile è contagioso. vorrei partorire e sfornare cose apparentemente senza senso come fa lui, cose che ad una seconda lettura appaiono perfettamente sensate e soprattutto ben scritte. ci tengo al " ben scritte" io, sono una che ci tiene a queste cose. le cose che secondo me sono scritte male non meritano di essere lette anche se sono giuste. un pò come quello che scrivo io, che comunque non merita di essere letto e dovrei smettere di scriverlo. non mi ricordo più chi diceva che non si scrive mai per se stessi e che se sapessimo che nessuno leggerà il nostro ciarpame risparmieremmo inchiostro e carta. forse è una cosa che ho pensato io ma per darle autorevolezza l'ho voluta immaginare in bocca a qualcun altro. umberto è allegro ma anche triste, profondamente triste. oggi mi hanno detto di umberto che "è uno che non ci pare con lo studio, e invece..." e poi anche che "è uno che con le donne non ci pare ma..." il tutto accompagnato da un eloquentissimo gesto con la mano. è vero umberto non ci pare ma dentro c'ha di tutto. e lo so che quel "c'ha" non lo dovevo scrivere ma volevo che fosse chiaro quello che umberto ha.

1 opinioni discutibili e non:

U said...

Che bello, tutte queste righe tutte mie. Adesso sono tutte mie, mie di proprietà, anche se poi Rousseau si incazza, me le prendo io, tutte io.

Sono molto agitato, non potevo sapere che esistesse la parola umberto.

Ti auguro sinceramente una buona giornata. Anche se fosse sera, o notte, o un eclissi... insomma quello.