11.11.09

per uno sfortunato incidenteaccaduto il giugno scorso ,il mio computer è stato lobotomizzato, per così dire.
un amico poco attento, e posso assicurare che non sono stata così indulgenete quando è successo, ha inciampato nel cavo dell'alimentazione e ha trscinato con se il meraviglioso, picolo oggetto depositario dei quasi tutti i miei ricordi tangibili, trascinandolo al suolo con se. l'amico è vivo per miracolo, ovviamnte non per la botta, ma per la mia ira funesta accresciuta dal caldo treendo de giugno napoletano. la caduta ha messo fuori uso il monitor. pur di non sopprimere il compagno di tante avventure, e non parlo dell'amico, che comunque era perfettamente funzionante, ho deciso di tenere il cimelio. adesso sulla mia professionalissima scrivania c'è un monitor a tubo catodico(credo che si chiamino così quei catafalchi) collegato al piccolo pc con la testa spenta(il che al momento si sta rivelando un utilissimo leggio).
penso di dover ricominciare ad usare la tastiera per scrivere qualcosa di più che delle frasi idiote d tossica esaltata.
sarà solo l'eccitazione momentanea derivata dall'aver visto un film su una scrittrice non ancora fallita perchè mai pubblicata, che si salva grazie a un blog (julie & julia).
si, è un filmetto. anche EX il film di stasera è un filmetto. ovviamente io sono riuscita a piangere. c'è da dire che mi sono commossa anche per la pubblicità dei chupa chups. chi non trova che quella marionetta di pelo con gli occhi sporgenti sia tenerissima non ha cuore, o forse è il mio che è vacante

*devo migliorare la mia capacità di battere al pc mentre fumo.

1 opinioni discutibili e non:

Anonymous said...

Il tuo cuore è solo bucato e magari quell'esame al cervello che non hai saputo spiegarmi potrebbe scoprire qualcosa, magari qualcosa di aggiustabile. Si cerca sempre qualcosa che non va', perchè la realtà non va' mai, e quindi trovare qualcosa che non va' è paradossalmente una forma di speranza in quanto quella cosa che non va' potrebbe essere aggiustabile. Si può sperare solo nelle cose che non si conoscono, e fin quì potrebbe sembrare che la diagnostica sia una scienza nefasta, ma ecco che entra in gioco la speranza (che credo sia una cosa intrinseca al cervello umano una sorta di difesa contro il caso, più che difesa parlerei di pacifica convivenza con esso, convivenza destinata a degenerare in profondo odio e assoluto ripudio). Essa nella maggior parte dei casi è addirittura più nefasta dal caso stesso, laddove possibile, in quanto è proprio l'unica sua alternativa. Conclusione: opporsi al caso è come uccidere un nemico sparando a se stessi.
So che non è un granchè come messaggio natalizio ma è tutto quello che mi viene in questo momento: la mia "Messa di Natale". Buon Natale.
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