21.8.09

gabbia GABBIA gabbia GABBIA GABBIA. mi sento in gabbia, forse no, o si. SI. gabbia. è una gabbia di braccia e di mani di ossa sottili e poca carne. è una gabbia orribile. stringe sul petto. schiaccia il torace. non respiro. creco di divincolarmi, tiro e ringhio imbestialita. la gabbia non si apre. allora mi calmo, respiro lentamente, lentamente, e lentamente mi sgonfio, rimpicciolisco fino a diventare minuscola. quelle braccia gracili non stringono più il mio petto. la calma mi rende invulnerabile. scivolo tra quelle dita ossute senza che possano afferrarmi. sono piccola, microscopica. intangibile. e se nulla mi può toccare nulla mi può ingabbiare nulla mi può fermare. nulla mi fa ragionare. giro come una trottola microscopica sballottata tra gabbie giganti. rimbalzo sui piedi di queste montagne di carne e ossa, troppo lente o troppo lontane da me per catturarmi. perchè le nostre dimensioni sono troppo diverse e non ci capiamo più.

1 opinioni discutibili e non:

Anonymous said...

Non si scelgono tutte le gabbie, e non si può vivere senza. se ci si ritrova senza gabbia con ogni probabilità la cardioaspirina avrebbe potuto evitare il trombo. sbattere la testa contro la gabbia non aprirà la gabbia, forse nemmeno la testa. accanirsi contro la gabbia non aiuta a ragionare. da terra Cassiopea è grande quanto un pollice, sono le distanze che distorcono le dimensioni. parlare non significa non capirsi, alcune cose bisogna sentirle dopo averle capite.
bisogna solo imparare a respirare